Eurabia prossimo futuro

Archiviato il 06/07/2009 in: nel mondo

Pubblichiamo un interessante articolo , a riguardo di quanto accade in Europa   articolo di Giulio Menotti su il Foglio.

A Feyenoord si vedono ovunque donne velate che sfrecciano come lampi per le strade del quartiere. Evitano ogni contatto, soprattutto con gli uomini, perfino il contatto visivo. Feyenoord ha le dimensioni di una città e vi convivono settanta nazionalità. È una zona che vive di sussidi e di edilizia popolare, è qui che si capisce di più come l'Olanda – con tutte le sue norme antidiscriminazione e con tutta la sua indignazione morale – è una società completamente segregata. Rotterdam è nuova, venne bombardata due volte nella seconda guerra mondiale dalla Luftwaffe. Come Amsterdam è sotto il livello del mare, ma a differenza della capitale non ha fascino libertino. A Rotterdam sono i venditori arabi di cibo halal a dominare l'estetica urbana, non i neon delle prostitute. Ovunque si vedono casbah-caffè, agenzie di viaggio che offrono voli per Rabat e Casablanca, poster di solidarietà con Hamas e lezioni di olandese a buon prezzo.

È la seconda città del paese, una città povera, ma è anche il motore dell'economia con il suo grande porto, il più importante d'Europa. È una città a maggioranza immigrata, con la più alta e imponente moschea di tutta Europa. Il sessanta per cento degli stranieri che arrivano in Olanda vengono ad abitare qui. La cosa che più colpisce giungendo in città con il treno sono queste enormi affascinanti moschee su un paesaggio verdissimo, lussurreggiante, boschivo, acquoso, come corpi alieni rispetto al resto. La chiamano "Eurabia". È imponente la moschea Mevlana dei turchi. Ha i minareti più alti d'Europa, più alti persino dello stadio della squadra di calcio Feyenoord.

Rotterdam è una città che ha molti quartieri sequestrati dall'islamismo più cupo e violento. La casa di Pim Fortuyn spicca come una perla in un mare di chador e niqab. Si trova al numero 11 di Burgerplein, dietro la stazione. Di tanto in tanto qualcuno viene a portare fiori davanti alla casa del professore assassinato ad Amsterdam il 6 maggio del 2002. Altri lasciano un biglietto: "In Olanda si tollera tutto, tranne la verità". È stato un milionario di nome Chris Tummesen ad acquistare la casa di Pim Fortuyn perché rimanesse intatta. La sera prima dell'omicidio Pim era nervoso, lo aveva detto in televisione che si era creato un clima di demonizzazione contro di lui e le sue idee. E così avvenne, con quei cinque colpi alla testa sparati da Volkert van der Graaf, un militante della sinistra animalista, un ragazzotto mingherlino, calvinista, capelli rasati, occhi cupi, vestito da ecologista puro, maglia lavorata a mano, sandali e calze di lana caprina, vegetariano assoluto, "un ragazzo impaziente di cambiare il mondo", dicono gli amici.

Nel centro di Rotterdam non molto tempo fa sono apparse foto mortuarie di Geert Wilders, poste sotto un albero, con una candela a lumeggiarne la morte prossima ventura. Oggi Wilders è il politico più popolare in città. È lui l'erede di Fortuyn, il professore omosessuale, cattolico, ex marxista che aveva lanciato un partito per salvare il paese dall'islamizzazione. Al suo funerale mancava soltanto la regina Beatrice, perché l'addio al "divino Pim" diventasse un funerale da re. Prima lo hanno mostrificato (un ministro olandese lo chiamò "untermensch", subuomo alla nazista), poi lo hanno idolatrato. Le prostitute di Amsterdam deposero una corona di fiori all'obelisco dei caduti in piazza Dam.

"The Economist", settimanale lontano dalle tesi antislamiche di Wilders, tre mesi fa parlava di Rotterdam come di un "incubo eurabico". Per gran parte degli olandesi che ci vivono l'islamismo è oggi un pericolo più grande del Delta Plan, il complicato sistema di dighe che previene l'inondazione dal mare, come quella che nel 1953 fece duemila morti. La pittoresca cittadina di Schiedam, attaccata a Rotterdam, è sempre stata un gioiello nell'immaginazione olandese. Poi l'alone fiabesco è svanito, quando sui quotidiani tre anni fa è diventata la città di Farid A., l'islamista che minacciava di morte Wilders e la dissidente somala Ayaan Hirsi Ali. Da sei anni Wilders vive 24 ore su 24 sotto la protezione della polizia.

A Rotterdam gli avvocati musulmani vogliono cambiare anche le regole del diritto, chiedendo di poter restare seduti quando entra il giudice. Riconoscono soltanto Allah. L'avvocato Mohammed Enait si è appena rifiutato di alzarsi in piedi quando in aula sono entrati i magistrati, ha detto che "l'islam insegna che tutti gli uomini sono uguali". La corte di Rotterdam ha riconosciuto il diritto di Enait di rimanere seduto: "Non esiste alcun obbligo giuridico che imponga agli avvocati musulmani di alzarsi in piedi di fronte alla corte, in quanto tale gesto è in contrasto con i dettami della fede islamica". Enait, a capo dello studio legale Jairam Advocaten, ha spiegato che "considera tutti gli uomini pari e non ammette alcuna forma di ossequio nei confronti di alcuno". Tutti gli uomini ma non tutte le donne. Enait è noto per il suo rifiuto di stringere la mano alle donne, che più volte ha dichiarato di preferire con il burqa. E di burqa se ne vedono tanti a Rotterdam.

Che l'Eurabia abiti ormai a Rotterdam lo ha dimostrato un caso avvenuto in aprile allo Zuidplein Theatre, uno dei più prestigiosi in città, un teatro modernista, fiero di "rappresentare la diversità culturale di Rotterdam". Sorge nella parte meridionale della città e riceve fondi del comune, guidato dal musulmano e figlio di imam Ahmed Aboutaleb. Tre settimane fa lo Zuidplein ha consentito di riservare un'intera balconata alle sole donne, in nome della sharia. Non accade in Pakistan o in Arabia saudita, ma nella città da cui sono partiti per gli Stati Uniti i Padri Fondatori. Qui i pellegrini puritani sbarcarono con la Speedwell, che poi scambiarono con la Mayflower. Qui è iniziata l'avventura americana. Oggi c'è la sharia legalizzata.

In occasione dello spettacolo del musulmano Salaheddine Benchikhi, lo Zuidplein Theatre ha accolto la sua richiesta di riservare alle sole donne le prime cinque file. Salaheddine, editorialista del sito Morokko.nl, è noto per la sua opposizione all'integrazione dei musulmani. Il consiglio municipale lo ha approvato: "Secondo i nostri valori occidentali la libertà di vivere la propria vita in funzione delle proprie convinzioni è un bene prezioso". Anche un portavoce del teatro ha difeso il regista: "I musulmani sono un gruppo difficile da far venire in teatro, per questo siamo pronti ad adattarci".

Un altro che è stato pronto ad adattarsi è il regista Gerrit Timmers. Le sue parole sono abbastanza sintomatiche di quella che Wilders chiama "autoislamizzazione". Il primo caso di autocensura avvenne proprio a Rotterdam, nel dicembre 2000. Timmers, direttore del gruppo teatrale Onafhankelijk Toneel, voleva mettere in scena la vita della moglie di Maometto, Aisha. Ma l'opera venne boicottata dagli attori musulmani della compagnia quando fu evidente che sarebbero stati un bersaglio degli islamisti. "Siamo entusiasti dell'opera, ma la paura regna", gli dissero gli attori. Il compositore, Najib Cherradi, comunicò che si sarebbe ritirato "per il bene di mia figlia". Il quotidiano "Handelsblad" titolò così: "Teheran sulla Mosa", il dolce fiume che bagna Rotterdam. "Avevo già fatto tre lavori sui marocchini e per questo volevo avere degli attori e cantanti musulmani", ci racconta Timmers. "Poi mi dissero che era un tema pericoloso e che non potevano partecipare perché avevano ricevuto delle minacce di morte. A Rabat uscì un articolo in cui si disse che avremmo fatto la fine di Salman Rushdie. Per me era più importante continuare il dialogo con i marocchini piuttosto che provocarli. Per questo non vedo alcun problema se i musulmani vogliono separare gli uomini dalle donne in un teatro".

Incontriamo il regista che ha portato la sharia nei teatri olandesi, Salaheddine Benchikhi. È giovane, moderno, orgoglioso, parla un inglese perfetto. "Io difendo la scelta di separare gli uomini dalle donne perché qui vige libertà d'espressione e di organizzazione. Se le persone non possono sedersi dove vogliono è discriminazione. Ci sono due milioni di musulmani in Olanda e vogliono che la nostra tradizione diventi pubblica, tutto si evolve. Il sindaco Aboutaleb mi ha sostenuto".

Un anno fa la città entrò in fibrillazione quando i giornali resero nota una lettera di Bouchra Ismaili, consigliere del comune di Rotterdam: "Ascoltate bene, pazzi freak, siamo qui per restarci. Siete voi gli stranieri qui, con Allah dalla mia parte non temo niente, lasciatevi dare un consiglio: convertitevi all'islam e trovate la pace". Basta un giro per le strade della città per capire che in molti quartieri non siamo più in Olanda. È un pezzo di Medio Oriente. In alcune scuole c'è una "stanza del silenzio" dove gli alunni musulmani, in maggioranza, possono pregare cinque volte al giorno, con un poster della Mecca, il Corano e un bagno rituale prima della preghiera. Un altro consigliere musulmano del comune, Brahim Bourzik, vuol far disegnare in diversi punti della città segnali in cui inginocchiarsi in direzione della Mecca.

Sylvain Ephimenco è un giornalista franco-olandese che vive a Rotterdam da dodici anni. È stato per vent'anni corrispondente di "Libération" dall'Olanda ed è fiero delle sue credenziali di sinistra. "Anche se ormai non ci credo più", dice accogliendoci nella sua casa che si affaccia su un piccolo canale di Rotterdam. Non lontano da qui si trova la moschea al Nasr dell'imam Khalil al Moumni, che in occasione della legalizzazione del matrimonio gay definì gli omosessuali "malati peggio dei maiali". Da fuori si vede che la moschea ha più di vent'anni, costruita dai primi immigrati marocchini. Moumni ha scritto un libercolo che gira nelle moschee olandesi, "Il cammino del musulmano", in cui spiega che agli omosessuali si deve staccare la testa e "farla penzolare dall'edificio più alto della città". Accanto alla moschea al Nasr ci sediamo in un caffè per soli uomini. Davanti a noi c'è un mattatoio halal, islamico. Ephimenco è autore di tre saggi sull'Olanda e l'islam, e oggi è un famoso columnist del quotidiano cristiano di sinistra "Trouw". Ha la miglior prospettiva per capire una città che, forse anche più di Amsterdam, incarna la tragedia olandese.

"Non è affatto vero che Wilders raccoglie voti delle periferie, lo sanno tutti anche se non lo dicono", ci dice. "Oggi Wilders viene votato da gente colta, anche se all'inizio era l'Olanda bassa dei tatuaggi. Sono tanti accademici e gente di sinistra a votarlo. Il problema sono tutti questi veli islamici. Dietro casa mia c'è un supermercato. Quando arrivai non c'era un solo velo. Oggi alla cassa ci sono soltanto donne musulmane col chador. Wilders non è Haider. Ha una posizione di destra ma anche di sinistra, è un tipico olandese. Qui ci sono anche ore in piscina per sole donne musulmane. È questa l'origine del voto per Wilders. Si deve fermare l'islamizzazione, la follia del teatro. A Utrecht c'è una moschea dove si danno servizi municipali separati per uomini e donne. Gli olandesi hanno paura. Wilders è contro il Frankenstein del multiculturalismo. Io che ero di sinistra, ma che oggi non sono più niente, dico che abbiamo raggiunto il limite. Ho sentito traditi gli ideali dell'illuminismo con questo apartheid volontario, nel mio cuore sento morti gli ideali d'eguaglianza di uomo e donna e la libertà d'espressione. Qui c'è una sinistra conformista e la destra ha una migliore risposta al pazzo multiculturalismo".

Alla Erasmus University di Rotterdam insegna Tariq Ramadan, il celebre islamista svizzero che è anche consulente speciale del comune. A scovare dichiarazioni di Ramadan critiche sugli omosessuali è stata la più celebre rivista gay d'Olanda, "Gay Krant", diretta da un loquace giornalista di nome Henk Krol. In una videocassetta, Ramadan definisce l'omosessualità "una malattia, un disordine, uno squilibrio". Nel nastro Ramadan ne ha anche per le donne, "devono tenere lo sguardo fisso a terra per strada". Il partito di Wilders ha chiesto lo scioglimento della giunta municipale e la cacciata dell'islamista ginevrino, che invece si è visto raddoppiare l'ingaggio per altri due anni. Questo accadeva mentre al di là dell'oceano l'amministrazione Obama confermava il divieto d'ingresso a Ramadan nel territorio degli Stati Uniti. Fra i nastri in possesso di Krol ve ne è uno in cui Ramadan dice alle donne: "Allah ha una regola importante: se cerchi di attrarre l'attenzione attraverso l'uso del profumo, attraverso il tuo aspetto o i tuoi gesti, non sei nella direzione spirituale corretta".

"Quando venne ucciso Pim Fortuyn fu uno shock per tutti, perché un uomo venne assassinato per quello che diceva", ci dice Krol. "Non era più il mio paese quello. Sto ancora pensando di lasciare l'Olanda, ma dove potrei andare? Qui siamo stati critici di tutto, della Chiesa cattolica come di quella protestante. Ma quando abbiamo mosso critiche all'islam ci hanno risposto: State creando nuovi nemici!". Secondo Ephimenco, è la strada il segreto del successo di Wilders: "A Rotterdam ci sono tre moschee enormi, una è la più grande d'Europa. Ci sono sempre più veli islamici e un impulso islamista che viene dalle moschee. Conosco tanti che hanno lasciato il centro città e vanno nella periferia ricca e bianca. Il mio quartiere è povero e nero. È una questione di identità, nelle strade non si parla più olandese, ma arabo e turco".

Incontriamo l'uomo che ha ereditato la rubrica di Fortuyn sul quotidiano "Elsevier", si chiama Bart Jan Spruyt, è un giovane e aitante intellettuale protestante, fondatore della Edmund Burke Society, ma soprattutto autore della "Dichiarazione di indipendenza" di Wilders, di cui è stato collaboratore dall'inizio. "Qui un immigrato non ha bisogno di lottare, studiare, lavorare, può vivere a spese dello Stato", ci dice Spruyt. "Abbiamo finito per creare una società parallela. I musulmani sono maggioranza in molti quartieri e chiedono la sharia. Non è più Olanda. Il nostro uso della libertà ha finito per ripercuotersi contro di noi, è un processo di autoislamizzazione".

Spruyt era grande amico di Fortuyn. "Pim disse ciò che la gente sapeva da decenni. Attaccò l'establishment e i giornalisti. Ci fu un grande sollievo popolare quando scese in politica, lo chiamavano il ‘cavaliere bianco'. L'ultima volta che parlai con lui, una settimana prima che fosse ucciso, mi disse di avere una missione. La sua uccisione non fu il gesto di un folle solitario. Nel febbraio 2001 Pim annunciò che avrebbe voluto cambiare il primo articolo  della costituzione olandese sulla discriminazione perché a suo dire, e aveva ragione, uccide la libertà di espressione. Il giorno dopo nelle chiese olandesi, perlopiù vuote e usate per incontri pubblici, venne letto il diario di Anna Frank come monito contro Fortuyn. Pim era veramente cattolico, più di quanto noi pensiamo, nei suoi libri parlava contro l'attuale società senza padre, senza valori, vuota, nichilista".

Chris Ripke è un'artista noto in città. Il suo studio è vicino a una moschea in Insuindestraat. Scioccato nel 2004 dall'omicidio del regista Theo Van Gogh per mano di un islamista olandese, Chris decise di dipingere un angelo sul muro del suo studio e il comandamento biblico "Gij zult niet doden", non uccidere. I vicini nella moschea trovarono il testo "offensivo" e chiamarono l'allora sindaco di Rotterdam, il liberale Ivo Opstelten. Il sindaco ordinò alla polizia di cancellare il dipinto perché "razzista". Wim Nottroth, un giornalista televisivo, si piazzò di fronte in segno di protesta. La polizia lo arrestò e il filmato venne distrutto. Ephimenco fece lo stesso nella sua finestra: "Ci misi un grande telo bianco con il comandamento biblico. Vennero i fotografi e la radio. Se non si può più scrivere ‘non uccidere' in questo paese, allora vuol dire che siamo tutti in prigione. È come l'apartheid, i bianchi vivono con i bianchi e i neri con i neri. C'è un grande freddo. L'islamismo vuole cambiare la struttura del paese". Per Ephimenco parte del problema è la decristianizzazione della società. "Quando arrivai qui, negli anni Sessanta, la religione stava morendo, un fatto unico in Europa, una collettiva decristianizzazione. Poi i musulmani hanno riportato la religione al centro della vita sociale. Aiutati dall'élite anticristiana".

Usciamo per un giro fra i quartieri islamizzati. A Oude Westen si vedono soltanto arabi, donne velate da capo a piedi, negozi di alimentari etnici, ristoranti islamici e shopping center di musica araba. "Dieci anni fa non c'erano tutti questi veli", dice Ephimenco. Dietro casa sua, una verdeggiante zona borghese con case a due piani, c'è un quartiere islamizzato. Ovunque insegne musulmane. "Guarda quante bandiere turche, lì c'è una chiesa importante, ma è vuota, non ci va più nessuno". Al centro di una piazza sorge una moschea con scritte in arabo. "Era una chiesa prima". Non lontano da qui c'è il più bel monumento di Rotterdam. È una piccola statua in granito di Pim Fortuyn. Sotto la testa lucente in bronzo, la bocca che accenna l'ultimo discorso a favore della libertà di parola, c'è scritto in latino: "Loquendi libertatem custodiamus", custodiamo la libertà di parlare. Ogni giorno qualcuno depone dei fiori.

A Roma abbiamo anche noi una piccola Eurabia , noi l'abbiamo chiamata Romarabia , si tratta del caso del  consigliere M. Inches che da mesi da solo senza appoggi  ha investito il suo Presidente , la sua maggioranza con il problema di porre fine ad un abuso che dura ormai da anni , e il quale  ad oggi  non ha avuto alcuna risposta nonostante la gravità dei fatti denunciati e documentati a proposito del mercato abusivo della Moschea . Persino il comandante del 2° gruppo VV.UU. in una sua riservata al Presidente del 2° Municipio aveva segnalato  "... l’assoluto disprezzo delle regole da parte di un mercato che doveva essere originariamente destinato a soli 11 rivenditori e comunque solo per valenza religiosa e socio-culturale che commerciale, manifestando prudenza  in assenza di indicazioni di carattere politico  per un’azione di propria iniziativa, visto che “le conseguenze che potrebbero sorgere a seguito di un intervento effettuato a ridosso di un centro culturale islamico”. Le risposte politiche ed istituzionali tardano ad arrivare , certo se ci fossero stati dei normali ambulanti italiani , la legge sarebbe arrivata puntuale ed inflessibile con il sequestro delle bancarelle e relativa mercanzia e multe salate a tutti gli abusivi. Qui come nei Promessi Sposi immaginiamo l'autorità politica , nelle vesti di Don Ferrante che si rivolge ai suoi con: " "Adelante , Pedro , con juicio ".

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Piazza Fiume terra di nessuno

Archiviato il 05/07/2009 in: news del quartierino
Spett.le Redazione
 
A riguardo al degrado del nostro quartiere , da voi documentate con l'articolo su Corso d'Italia e corredato con le foto scattate dal consigliere Massimo Inches, a me  vengono in mente  le fogne di Bucarest con il loro mondo sotterraneo di disperati, a conferma del degrado della zona  , vi voglio segnalare quanto da me visto nella giornata di venerdi  e che sinceramente non avrei mai pensato di vedere:
L'episodio sconcertante riguarda i soliti zingarelli di Piazza Fiume, parlo del parcheggio interno, sono a coppie 2 ragazze e 2 o 3 ragazzi.
Nel passare nel parcheggio noto che sta passando una volante della polizia mi fermo per vedere la scena: entrano nel parcheggio, i ragazzi i quali se non lavano i parabrezza della macchine fanno i custodi abusivi del parcheggio chiedendo il pizzo (considerato  che già si paga per le striscie blu ) ,i quali  alla vista degli agenti che fanno? Non scappano  via, ma gli vanno incontro e fra gli agenti e i nomadi si danno il 5 !
Si domandano se tutto è ok, si ridanno il 5, i poliziotti fanno un cenno di pollice in su la risposta lo stesso da parte degli zingari, la volante esce dal parcheggio va verso le ragazze che sono a pulire le i parabrezza delle macchine e che vedo.? Le ragazze si abbracciano con grande amore nelle macchine, le zingarelle che da fuori si catapultano nel finestrino della volante   e si baciano e abbracciano con i tutori della legge !
Mi domando se dovessimo chiamare una pattuglia per difenderci o per far rispettare la legge, se quelli che la devono far rispettare sono amici di quelli da perseguire, cosa viene in mente al cittadino comune provvisto di documenti, codice fiscale e libretto sanitario ,  viene in mente di farsi gli affari propri , e pensare che la legge è per i fessi.Vi faccio notare che i nomadi del parcheggio sono forniti di cellulari e si chiamano in continuazione come per tenere d'occhio il territorio ed evitare brutte sorprese.(sic!)
 
Un   Residente (omissis del nome)
 
Caro cittadino , del degrado di Piazza Fiume e dei suoi ospiti si era occupato non molto tempo fà anche un altro blog (marzo 2009) di cui noi riproponiamo l' articolo:
 
 

Piazza Fiume, ore 14,00 di un giorno lavorativo. A terra sul piccolo piazzale ci sono le striscie blu, se sei fortunato trovi un posto e giustamente paghi per la sosta ma non basta, c’è anche un simpatico parcheggiatore abusivo (con giacca verde militare nella foto) che riscuote il suo “pizzo” tra l’indifferenza dei 10 o 15 tassisti in sosta e di molti che passano.

Vigili urbani ? Ma non scherziamo…
La Polizia ? Ha cose più importanti di cui occuparsi…
I Militari ? Sono stravaccati a Via Pinciana, a Via Paisiello e davanti a Villa Taverna e presidiano il nulla (era meglio quando stavano confinati nel Deserto dei Tartari…). Possibile che TUTTO QUESTO continui ad essere tollerato ?

Tanto per terminare in bellezza sullo stesso piazzale una signora, forse una nomade (mi sembrava tale dallo stile del suo abbigliamento) tranquilla e indisturbata faceva IL BUCATO, si avete capito bene, IL BUCATO con tanto di tinozza.
“Roma cambia” recita lo slogan sul manifesto appeso al muro. Speriamo cambi in meglio.

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Corso d'Italia , se questi sono uomini

Archiviato il 04/07/2009 in: news del quartierino

Via libera dunque al reato di clandestinità, alle ronde private,  alla sostituzione dei Cpt (Centri di permanenza temporanea) con i Cie (Centri di identificazione ed espulsione) ma anche all’inasprimento del carcere duro per i mafiosi.

È dunque da oggi norma quell’impianto di regole  che fin dal suo esordio ha diviso e scosso trasversalmente gli animi degli italiani, fuori e dentro il parlamento. Divide i medici ed i presidi, che dovranno segnalare gli immigrati non regolari, divide i cattolici, che vedono in questa legge la morte della solidarietà cristiana, divide il comune cittadino che dall’oggi al domani si ritrova la colf o la badante “trasformata” in un criminale da denunciare.
 
E mentre il Vaticano, per bocca del vescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio dei migranti, denuncia un clima di “tristezza” e “preoccupazione”, Silvio Berlusconi risponde che il pacchetto sicurezza è stata voluto dagli italiani. 

Il reato di immigrazione clandestina sarà punito con una multo dai 5mila ai 10mila euro e comporterà l’espulsione dello straniero dopo un processo davanti al giudice di pace. Saranno previste sanzioni anche per chi affitta case ai clandestini e per chi ne favoreggia l’ingresso. Con i Cie, i Centri di identificazione ed espulsione, la detenzione degli immigrati passa da due a sei mesi. Oltre alla legalizzazione delle ronde di volontari la nuova legge in materia di sicurezza prevedrà il registro delle persone “che non hanno fissa dimora” (i barboni), pene più severe per “writers” e vandali ed il via libera all’utilizzo dello spray al peperoncino come arma di autodifesa.

A tal proposito , abbiamo ricevuto dal consigliere Massimo Inches un servizio realizzato tra i sottopassi tra Corso d'Italia e Porta Pia , sarebbe interessante se vedendo queste foto la tristezza e la preoccupazione espresse dal vescovo Agostino Marchetto , fossero per la condizione in cui vivono questi disperati , oppure per una loro eventuale espulsione come clandestini. Come possiamo chiamare società civile , una società che permette ciò , e ricordando il titolo di un romanzo di  Primo Levi diciamo "...Se questo è un uomo ". Ora aspettiamo la pronta reazione (?) del 2° Municipio per il degrado documentato dal consiglere Inches e per impedire che anche Corso d'Italia abbia la sua piccola "favela".

" Considerate se questo è un uomo

    Che lavora nel fango

    Che non conosce pace

    Che lotta per mezzo pane

    Che muore per un sì o per un no "

occupantiuscite sicurezza

occupazioneoccupazione



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Riflessioni sulla politica

Archiviato il 02/07/2009 in: fuoridalquartiere

Noi abbiamo sempre preferito , tra il politico e colui che fa politica , la seconda figura , tra l'uomo di apparato ci è sempre piaciuto il ribelle , cioé colui che non è organico all'apparato. A noi è sempre piaciuto un personaggio , che forse a molti farà sorridere , in questo tipo di società dove conta l'apparire e non l'essere , don Chisciotte è il guerriero con una sua visione di vita , forse trattasi di lucida follia , egli  è l’unico uomo a essere il più pazzo del mondo, oppure egli è l’unico sano in un mondo di pazzi? Dove la pazzia è sapere che si rimarrà soli.

È facile essere diversi, più difficile è rimanerlo.In una società corrotta nel quale non sembra esserci via di fuga. In un mondo corrotto che è inutile rifuggire chiudendosi gli occhi e il naso, ma che invece bisogna vivere fino in fondo perché solo così potremo capire davvero quanto siamo caduti in basso e porci una domanda atroce: ci siamo mai alzati da tutto questo , siamo gli unici rimasti in piedi tra le rovine ?

Il Ribelle è il singolo, l’uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il Ribelle attinge alle fonti della moralità ancora non disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purché in lui sopravviva qualche purezza, tutto diventa semplice.

Abbiamo già usato più di una volta l’immagine dell’uomo che incontra se stesso. Ed è effettivamente importante che chi pretende di compiere ardue imprese abbia un’idea precisa di sé.

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Via Nizza un muro di gomma

Archiviato il 30/06/2009 in: 2°-municipio

Ci fà sempre piacere andare contro corrente , ci piace disturbare i "manovratori" di turno , sia che la giunta sia di centro-sinistra che di centro-destra , a noi piace stare dalla parte dei residenti , per via Nizza abbiamo scritto alla società Trambus la quale fino ad oggi si è ben guardata di rispondere , sarebbe ora che i residenti di via Nizza prendessero anche loro delle iniziative e per questo pubblichiamo i contatti della Società che sono i seguenti :

mailto:rapporti.clientela@trambus.com

telefono e fax

06-46954072/4437  Fax: 06-46954426

Poi visto che ci siamo ricordiamo un altro impegno del Presidente del 2° Municipio , sicuramente un Presidente impegnatissimo le delibere  d'impegno sono ormai decine ,  a noi al riguardo ci vengono in mente  le impareggiabili pagine de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa insegnano! Ci piace una frase in particolare che è  il summa del politico navigato " cambiare tutto per non cambiare nulla " .

E ora beccatevi la delibera del Consiglio del 2° Municipio del 14 gennaio 2009 , tanto anche questa è rimasta inattuata come da prassi

ORDINE DEL GIORNO N. 1

PROVVEDIMENTI URGENTI IN MERITO ALLA VIABILITA’ DI VIA NIZZA

omissis

Premesso che

- numerosi residenti di Via Nizza da tempo lamentano il degrado e lo stato di abbandono in cui versa la succitata strada, che tuttora rappresenta uno degli angolo architettonicamente più significativi della nostra città, con edifici risalenti ad oltre un secolo fa;

- la succitata strada ha mantenuto una specifica vocazione residenziale;

- in base a tali considerazioni, negli scorsi anni, a fronte dell'incremento del traffico automobilistico, fu progettato ed attuato per le due opposte direttrici di traffico l'utilizzo delle limitrofe Via Savoia e ViaAlessandria, lasciando a Via Nizza solo la funzione di corsia preferenziale per i mezzi pubblici;

tenuto conto che

- successivamente a tali provvedimenti si è esteso, da parte dell'azienda municipale dei trasporti, l'utilizzo dei cosiddetti 'jumbo bus', estremamente differenti, per le loro caratteristiche tecniche (dimensioni, peso, rumorosità) da quelli inizialmente previsti per l'uso nelle corsie preferenziali della suddetta via, creando problemi, tuttora non completamente individuati e superati, alla statica degli edifici;

- l'allentamento dei controlli ha favorito, nel tempo, un utilizzo abusivo di tale percorrenza da parte di mezzi privati, ovviamente non autorizzati - l'aggravamento di tale situazione, unito spesso all'alta velocità dei veicoli privati, sta elevando il numero di incidenti, diurni e notturni, specie presso i punti di incrocio con le vie che la attraversano;

- gli incroci e gli attraversamenti della suddetta via non risultano adeguatamente percepibili e sicuri,anche per l'insufficiente segnaletica a terra;

- ciò sta elevando il livello di insicurezza avvertito dai residenti sia nella percorrenza che negli attraversamenti della suddetta via;

tenuto altresì conto che

- con delibere di codesto Municipio fu deciso di superare parte dei succitati problemi con l'installazione di telecamere fisse, atte a monitorare il traffico veicolare, e l'installazione di limitatori di velocità sull'apposito impianto semaforico;

- all'installazione delle suddette telecamere non è seguita mai la loro effettiva messa in funzione;

- con delibera del Municipio fu approvato di escludere i 'jumbo bus' dal transito nelle corsie preferenziali di Via Nizza;

recentissimi indirizzi comunali prevedono la dismissione dei 'jumbo bus' a partire dal 'centro storico’;

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO II

IMPEGNA

IL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO

- a dare immediata attuazione al provvedimento relativo all'esclusione dei 'jumbo bus' dal traffico veicolare, rispettando la data ultima del Comune di Roma dell’8 dicembre 2008;

- una ricognizione tecnico ambientale sulla segnaletica esistente in Via Nizza, e la conseguente revisione della stessa;

- l'aggiornamento dei dispositivi per la limitazione della velocità dei veicoli percorrenti Via Nizza;

- il rifacimento e l'eventuale messa in sicurezza, ai fini del traffico pedonale, degli attuali punti di attraversamento.

 

Ilmioquartiere @ 22:59 | commenti: commenti (popup)

Passionarie

Archiviato il 27/06/2009 in: nel mondo

Ci sono battaglie e battaglie , ci sono i volti di quelle battaglie , ci sono le idee di quegli scontri , ci sono donne in quelle battaglie , di alcune non sapremo se avranno un futuro di altre il futuro e tutto uno show....

Passionaria italiana

1iran da

Passionaria iraniana

Ilmioquartiere @ 22:39 | commenti: commenti (popup)

Incredibile ma vero

Archiviato il 27/06/2009 in:

 Franceschini ha detto proprio così: queste elezioni sono andate bene, «è iniziato il declino della destra».

Il commento di Joker , tanti anni fà, Leo Longanesi a proposito dei politici disse :  "Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee"

Ilmioquartiere @ 20:53 | commenti: commenti (popup)

La Sinistra degli snob

Archiviato il 27/06/2009 in: fuoridalquartiere

articolo di Luca Ricolfi (la Stampa) da leggere e meditare

Respingimento. Su questa parola altamente evocativa gli animi si stanno dividendo. Da una parte il ministro dell’Interno Maroni e la Lega, orgogliosi che l’Italia sia riuscita - per la prima volta - a impedire a diverse imbarcazioni cariche di migranti di raggiungere illegalmente le nostre coste. Dall’altra la Chiesa, le organizzazioni umanitarie e ieri anche il Consiglio d’Europa.

Preoccupati che fra i migranti vi possano essere persone che, una volta sbarcate in Italia, avrebbero chiesto e ottenuto asilo politico. In mezzo, su posizioni leggermente meno estreme, si collocano i nostri due maggiori partiti, il Popolo della libertà e il Partito democratico, il primo tentato di inseguire la Lega (nonostante i distinguo di Fini), il secondo tentato di inseguire la Chiesa (nonostante i distinguo di Fassino).

Che i partiti di governo, nonostante qualche timido mugugno, plaudano all’azione del ministro dell’Interno è del tutto naturale. La sicurezza è uno dei punti chiave del programma del centro-destra, e sarebbe strano che il «respingimento» dei barconi nei porti di partenza non fosse salutato con un sospiro di sollievo. Quel che a me pare invece meno scontato è l’accanimento con cui il Pd e il suo neosegretario da tempo combattono qualsiasi idea venga partorita dal ministro Maroni. Non solo non mi pare né ovvio né normale, ma mi pare estremamente interessante, per non dire rivelatorio. L’ostinazione con cui la sinistra respinge al mittente qualsiasi proposta concreta in materia di sicurezza, senza essere minimamente sfiorata dal dubbio di aver torto, ci fornisce una preziosa radiografia dei suoi mali.

L’astrattezza, prima di tutto. Astrattezza vuol dire non voler vedere la dimensione pratica, concreta, materiale di un problema. Se non fossero ammalati di astrattezza i dirigenti del Pd capirebbero che il problema dell’Italia è che attira criminalità e manodopera clandestina più degli altri Paesi perché non è in grado di far rispettare le sue leggi, e che l’unico modo di scoraggiare l’immigrazione irregolare è di convincere chi desidera entrare in Italia che può farlo solo attraverso le vie legali. A questo serve il «respingimento», ma a questo serviva anche la norma che prolunga da 2 a 6 mesi la permanenza nei centri di raccolta degli immigrati (i vecchi Cpt, ora ridenominati Cie), una norma necessaria ma ottusamente combattuta dall’opposizione. Senza il respingimento (in mare) i trafficanti di immigrati continuerebbero a scaricarli sulle nostre coste, senza il prolungamento dei tempi di permanenza (nei Cie) l’identificazione sarebbe perlopiù impossibile, e continuerebbe la prassi attuale, per cui il clandestino viene trattenuto qualche settimana e poi rimesso in circolazione senza possibilità di riaccompagnarlo in patria. Io capisco che si possano avere seri dubbi sulle cosiddette ronde, o sui medici-spia (denuncia dei malati clandestini) o sui presidi-spia (denuncia dei genitori clandestini di bambini accolti nelle nostre scuole), e io stesso ne ho molti. Ma non capisco il rifiuto pregiudiziale di provvedimenti di puro buon senso, la cui unica funzione è di ristabilire quello che tutti i governi degli ultimi vent’anni avevano sbriciolato, ossia un minimo di deterrenza. Tra l’altro questo è uno dei pochi punti fermi degli studi sulla lotta al crimine: minacciare pene più severe serve pochissimo, quel che serve è rendere credibile la minaccia.

Ma non c’è solo astrattezza, c’è anche molta presunzione, per non dire molto snobismo. Lo sa il segretario del Pd che la maggior parte degli italiani approva l’azione del ministro Maroni? 

Sì, probabilmente lo sa, ma si racconta la solita fiaba autoconsolatoria. Gli italiani non sono quelli di una volta, Berlusconi li ha rovinati, la Lega li ha incattiviti, noi politici illuminati non possiamo farci guidare dai sondaggi, noi dobbiamo riforgiare le coscienze, corrotte e intorpidite da vent’anni di berlusconismo. E’ la solita storia: «alla sinistra non piacciono gli italiani», come scrisse fulmineamente Giovanni Belardelli quindici anni fa, allorché la «gioiosa macchina da guerra» di Occhetto, sconfitta e umiliata, non si capacitava che un rozzo imprenditore lombardo avesse potuto sconfiggere una classe politica colta e raffinata qual era quella del vecchio Pci.

E qui si arriva all’ultimo e più grave male della sinistra, la sua distanza dai problemi delle persone normali, specie se di modeste origini o di modesta cultura. Quando si parla di criminalità, di sicurezza, di immigrazione clandestina, nella gente c’è certamente anche molto cattivismo gratuito, molta insofferenza, molta intolleranza. Ma una forza politica dovrebbe sapere che i cattivi sentimenti non vengono dal nulla, e quelli buoni hanno talora origini imbarazzanti. L’insofferenza verso gli immigrati è più forte nei ceti popolari perché è nei quartieri degradati che la sicurezza è un problema grave; ed è innanzitutto per chi non ha grandi risorse economiche che la concorrenza degli stranieri per il posto di lavoro e per servizi pubblici può diventare un problema serio. L’apertura verso gli stranieri, il sentimento di solidarietà, l’attitudine a tutti accogliere albergano invece in quelli che lo storico inglese Paul Ginsborg ha battezzato i «ceti medi riflessivi», e raggiungono l’apice fra gli intellettuali, dove - soddisfatti i bisogni primari - ci si può dedicare all’arredamento della propria anima: chi ha un lavoro gratificante e un buon reddito, chi può permettersi di vivere nei quartieri migliori di una città, chi non deve combattere per un posto all’asilo o per una prenotazione in ospedale, può coltivare più facilmente un sentimento di apertura.

Insomma, l’insofferenza degli uni è spesso frutto dell’emarginazione, il solidarismo degli altri è spesso frutto del privilegio. Possibile che la sinistra, che pure continua a dire di voler rappresentare gli umili, non riesca a rendersi conto del paradosso? Ma forse in questi giorni assistiamo anche, lentamente, quasi impercettibilmente, a uno smottamento. Nel Pd qualche timida voce di concretezza e di pragmatismo si è pur fatta sentire: prima Fassino, poi Parisi, poi Rutelli. Speriamo che non siano rapidamente sopraffatti dalla forza del passato, dai tanti luoghi comuni che essi stessi hanno alimentato e che ora frenano il cambiamento.

 

Ilmioquartiere @ 20:26 | commenti: commenti (popup)

O.S.P. 2° Municipio

Archiviato il 27/06/2009 in:

Riceviamo e pubblichiamo:

Spettabile Redazione "Riprendiamoci il Quartiere".

Sono una residente nel quadrilatero del MACRO , seguo il vostro sito e lo ritengo , informato ed obbiettivo , Vi porgo i miei complimenti per l'attenzione che ponete sui problemi del nostro quartiere e della nostra città.  Come ogni estate da ormai tre anni , sono tornate le pedane a rendere più caotica la circolazione e la vivibilità del nostro quartiere , dopo il recente episodio del palazzo andato a fuoco  vicino al Pantheon sarebbe il caso di rivere i criteri con cui vengono concesse le autorizzazioni di O.S.P. , un mio amico al 2° Municipio mi ha detto che tale atto amministrativo, è una delle poche deleghe che la Presidente del nostro Municipio si è tenuto stretto. 

Detto ciò a me sembra che dal Comune e dai singoli Municipi è stata consentita la proliferazione e la concentrazione di esercizi dello stesso tipo, con le medesime caratteristiche e i medesimi orari di lavoro, e con l'effetto di stravolgere la fisionomia di interi quartieri, raggiunti quotidianamente - specie nelle ore notturne - da enormi flussi di traffico che non possono in alcun modo essere assorbiti dalla conformazione urbanistica dei luoghi e sviliscono sotto molteplici aspetti la vita dei residenti.

Al di là degli annunci e delle declamazioni, non si sono infatti attivate, a tutela della residenzialità, misure correttive indispensabili a fronte di una intensificazione e di una liberalizzazione delle attività suddette, da individuarsi nella predisposizione di una vigilanza adeguata sul traffico, sulla sosta e sugli orari; di strumenti normativi aggiornati e proporzionati, affinché le sanzioni siano un effettivo deterrente, e non un mero costo di esercizio, per gli esercenti indisciplinati; nella verifica del rispetto delle norme in materia di inquinamento acustico e di tutela della salute.

Ad ogni "apertura" verso il commercio si sono fatte, negli anni, assicurazioni circa la severità e prontezza con cui sarebbero state represse le eventuali - ma facilmente prevedibili - trasgressioni: per poi scoprire che ciò non era in realtà possibile per la mancanza di risorse e strumenti (per tacere della effettiva volontà politica). Al contrario si è tollerato e tuttora si tollera, nei casi più eclatanti ma non per questo meno diffusi, che attorno a taluni esercizi e nel raggio di alcuni metri sia di fatto "sospesa" l'efficacia delle leggi alle quali tutti siamo soggetti, come se l'applicazione del codice della strada, delle norme in materia di o.s.p., o di quelle ambientali costituissero un fattore di rallentamento dei profitti.

Ritengo utile e  necessaria l'acquisizione, nell'istruttoria relativa alla concessione di o.s.p. e alla realizzazione di "progetti unitari", di una preventiva valutazione dell'impatto acustico, tenuto conto che già oggi i vigenti limiti assoluti di legge in materia di inquinamento acustico risultano superati in molte vie e piazze, proprio a causa dell'affollamento antropico determinato dalle o.s.p.

Spero di non avervi annoiato con  questa mia lunga segnalazione , vi chiedo se è possibile  girarla tramite il  Vostro Comitato a quei consiglieri il cui senso civico , è ancora prevalente sulle logiche di partito o ancora meglio su quelle di "bottega".

Cordialmente,

Teresa Renzi

 

Ilmioquartiere @ 17:25 | commenti: commenti (1)(popup)

Tutte le pedane portano a Roma

Archiviato il 27/06/2009 in: la mia città

Caccia all'intruso

Chi è di troppo nelle foto seguenti? Tavolini, ombrelloni e allestimenti vari, mezzi per il carico e scarico merci oppure l'automezzo dei vigili del fuoco?
All'eventuale pedone che volesse passare da quelle parti non è neanche il caso di pensarci.

Le implicazioni sulla sicurezza delle svariate occupazioni di suolo presenti nel nostro rione vengono sempre dimenticate. In realtà la situazione attuale configura dei veri e propri soccorsi con l'handicap (in senso golfistico). tratto dal sito http://residenticampomarzio.ilcannocchiale.it/




Ilmioquartiere @ 16:35 | commenti: commenti (popup)

Riflessioni dopo il Pantheon

Archiviato il 26/06/2009 in: 2°-municipio

E dopo l'incendio scoppia la polemica. Sotto accusa gli ostacoli all'accessibilità alle vie del centro storico: i tavolini , le pedane dei locali , le colonnine in pietra e le recinzioni che bloccano gli accessi ai veicoli non autorizzati. «Ho proposto al comandante Giomi - ha affermato il presidente del I Municipio di Roma Orlando Corsetti - di formare a settembre una squadra di vigili del fuoco e polizia municipale per rimuovere i tavolini e le pedane d'intralcio, che non rispondono alle norme di sicurezza».

 Che i tavolini e le pedane rappresentino un pericolo è la anche la convinzione di molti abitanti di piazza della Maddalena, dove la notte di mercoledì è scoppiato un incendio.  «Non è la prima volta che un'ambulanza ha difficoltà ad arrivare qui, purtroppo sulle occupazioni di suolo pubblico i politici fanno tante promesse ma alla fine la situazione non cambia». Altri sostengono che oltre ai disagi alle operazioni di soccorso il 'tavolino selvaggio sia anche un problema per la quiete pubblica: «C'è sempre qualcuno che suona, e poi sempre le stesse canzoni: dopo una certa ora dormire diventa impossibile».

 Anche il Codacons mette sotto accusa i tavolini e le pedane dei ristoranti. «È inaudito che la presenza di tavolini e pedane posti all'esterno dei locali del centro storico possa ostacolare in qualsiasi modo l'arrivo dei soccorsi», afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi . «In base a quanto riferito dai cittadini, i vigili del fuoco, per arrivare alla piazza, avrebbero dovuto abbattere due colonnette di pietra sul lato verso il Pantheon, perché altrimenti sarebbe stato impossibile arrivare. Sollecitiamo la magistratura capitolina a fare chiarezza sull'episodio. Se i tavolini erano abusivi, allora i proprietari del locale devono essere perseguiti civilmente e penalmente. Se invece esiste una apposita autorizzazione per l'utilizzo del suolo pubblico in quel tratto di strada, vogliamo sapere su quali criteri sia stata concessa, e se si sia tenuto conto delle esigenze dei mezzi di soccorso. In questo caso non vi sono state conseguenze gravi - conclude Carlo Rienzi - ma cosa sarebbe successo se vi fosse stata necessità di soccorsi urgenti ed immediati per salvare vite umane?».

L'inquinamento ambientale e acustico, la salute, il sonno, la sicurezza, la mobilità dei cittadini (figuriamoci dei diversamente abili) e dei mezzi di soccorso non sembrano preoccupare il legislatore: sono previsti diffusori sonori all'esterno dei locali, vengono violati il codice della strada e il Piano generale del traffico urbano (Pgtu), manca una tutela specifica rispetto alle Osp per le isole pedonali, si autorizzano i tavolini a occupare anche gli stalli per le auto, tariffati e non, non si vietano oggetti pubblicitari invasivi esterni ai locali.

Un capitolo a parte meritano tariffe e sanzioni. Le prime sono uguali per tutta la città, cosa assurda, e ridicole per il centro - massimo 118 euro a metro quadro l'anno! - le seconde sono irrisorie e il loro iter prima di arrivare alla rimozione talmente lungo da rendere decisamente conveniente l'abuso e vincente l'illegalità. Gli abusi sono tanti e tali da vanificare i controlli dei vigili, che ci sono ma che non bastano e che, comunque, non si vedono

Le associazioni dei residenti propongono: "che nella normativa torni a prevalere l'interesse generale rispetto a quello privato e di categoria; norme specifiche per la città storica (problemi diversi vogliono regole e soluzioni diverse); nessuna deroga né sanatoria possibili; canone adeguato e differenziato tra centro e periferia; controlli: creazione di 'ausiliari' per le O.s.p sul modello di quelli del traffico per aiutare i vigili urbani; sanzioni definite e adeguate, dissuasive di ogni irregolarità; iter sanzionatorio veloce, che arrivi rapidamente alla rimozione dei tavoli, alla chiusura temporanea fino al ritiro della concessione nei casi di reiterato abuso; scomparsa della figura del gestore nelle concessioni di O.s.p.; divieto assoluto di apporre o esporre sulle soglie o fuori dai locali o negozi merce, arredi, manichini, trespoli per menu, oggetti pubblicitari, cibi crudi o cucinati, che oltre a fare scempio di ogni decoro costituiscono di fatto anch'essi occupazione di suolo pubblico; divieto assoluto di apporre diffusori sonori come parte dell'arredamento delle Osp, la legge attuale lo proibisce; garanzia per la mobilità di pedoni, passeggini dei bambini, diversamente abili, mezzi di soccorso; protezione delle isole pedonali e degli stalli per le auto

Ilmioquartiere @ 23:52 | commenti: commenti (1)(popup)

VIA NIZZA -Tanti jumbo e tanti Lucà fa.

Archiviato il 22/06/2009 in: 2°-municipio

Il Giornale 10.08.2005 articolo di Marcello Viaggio

 

 

Via Nizza, riapre la strada alla circolazione e tornano le polemiche. «Basta con la Strada Verde - tuonano dall’associazione commercianti Per via Nizza Viva. Ieri mattina l’importante arteria del quartiere Salario è stata finalmente riaperta ai mezzidi trasporto pubblico dopo 4 mesi di lavori. Sono state ripristinate le fermate dei bus 38, 80 Express, 80 Express Limitata e 88. Interdetto, come sempre, il traffico delle auto private in entrambi i sensi.Per ridurre le vibrazioni ai palazzi, dovute soprattutto ai pesanti jumbo bus che percorrevano a forte velocità la strada libera dalle auto, ilComune ha piazzato un semaforo nel tratto fra gli incroci con via Brescia e via Mantova. Grazie a dei sensori, il semaforo segna luce rossa appena i mezzi in arrivo superano i 25 chilometri all’ora. Il contrario di quanto accade con l’onda verde, insomma. Basta accelerare pertrovare la strada sbarrata. L’idea non è piaciuta affatto a quelli di «Via Nizza Viva»: «La strada è percorsa anche dai taxi, da mezzi delle forze dell’ordine, da auto del Corpo Diplomatico, delle Asl, delle poste e quant’altro - sbotta il presidenteGiuseppeLucà,antiquario -. Basta che una sola di queste vetture acceleri un pochino, specie in discesa, per bloccare il semaforo.A settembre è facile immaginare il risultato.La via sarà eternamente paralizzata».I commercianti, fin dall’inizio delle proteste, hanno chiesto al Comunedi riaprire la via alle auto e deviare i bus in salita sulla vicina via Savoia. «La soluzione per noi è abolire la Strada Verde, mettendo il senso unico a via Nizza in discesa per bus ed auto; con via Savoia a senso unico nell’altra direzione » spiega Remo Nicoletti, titolare di un negozio di bigiotteria.Un mese fa l’assessore alla mobilità del Comune,Calamante, ha detto no: «Di mandare i bus a via Savoia non se ne parla, la strada è troppo stretta». «Tutte scuse - replica Nicoletti -, basterebbe far sostare le auto in fila anziché a spina di pesce per guadagnare i metri necessari. La verità è che a via Savoia abitano alcuni vertici del Campidoglio, che non gradiscono il traffico sotto casa».E ora che succederà? I lavori erano stati imposti al Comune dalla magistratura, dopo il ricorso dei residenti per le vibrazioni degli edifici al passaggio dei jumbo. «I tecnici del XII Dipartimento hanno completamente ricostruito la soletta, installando lungo tutta la carreggiata e i marciapiedi dei sistemi anti-vibrazioni - spiega una nota del Comune -. Anche l’asfalto fono-assorbente permetterà di limitare i disagi».Se i lavori basteranno, si vedrà concretamente di qui a uno-due anni. «In ogni caso la strada è destinata ad andare in rovina - ribatte Lucà -. Il 70-80% dei commercianti da quando non circolano più le auto è fallito. Altri più giovani sono subentrati, ma anche loro non ce la fanno, man mano chiudono». Sul futuro di via Nizza un tavolo di concertazionefra Comune, II Municipio, e commercianti è stato sollecitato a Calamante all’europarlamentare di Forza Italia Antonio Tajani e dall’assessore del II, Daniela Chiappetti. Niente.Calamante tira dritto, punta a guadagnare tempo, sperando che dopo le elezioni comunali del 2006 la patata bollente tocchi a qualcun altro. Intanto la strada si trasforma, ai negozi eleganti ne subentrano altri più modesti. Due mesi fa ha chiuso per sempre la pompa di benzina all’inizio di via Nizza, a piazza Fiume. «Veltroni invece di dare soldi agli immigrati per farli diventare imprenditori - rimarca Luca- dovrebbe darli come indennizzo agli esercizi commerciali che ovunque in città stanno fallendo per le scelte cervellotiche del Comune, come a via Nizza.
Ilmioquartiere @ 23:32 | commenti: commenti (1)(popup)

Via Nizza quattro anni fà

Archiviato il 22/06/2009 in:

 

Per risvegliare i residenti , pubblichiamo un articolo del Corriere della sera di quattro anni fà , sembra ieri ma tra il 2005 ed oggi , ci sono solo il passaggio di qualche migliaia di  jumbobus , leggete e meditate.

Via Nizza, un semaforo contro le vibrazioni L' assessore D' Alessandro: per migliorare l' assorbimento del rumore abbiamo sforato dal preventivo di 360 mila euro.

 

Via Nizza, è iniziato il conto alla rovescia. I lavori finirano nei tempi previsti, entro il 10 agosto. Ma se la data della notte di San Lorenzo sarà rispettata, è ancora aperto il dibattitto sul suo futuro. Resterà «strada verde», come è ormai da sei anni? Il presidente del II Municipio Antonio Saccone lancia il sasso: «Chiedo all' assessore alla Mobilità Mauro Calamante di aprire con il Municipio un tavolo di confronto sulla circolazione di via Nizza e di tutta quell' area - afferma Saccone -. Noi siamo pronti ad assumerci le responsabilità dei provvedimenti che verranno presi, ma prendiamoli insieme». Secondo il presidente del II Municipio, dei comitati di cittadini e di commercianti della zona, via Nizza è troppo carica di autobus e via Alessandria troppo carica di macchine. «Cerchiamo di ottimizzare», aggiunge Saccone.«Le esigenze degli abitanti di via Nizza e quelle dei passeggeri dell' Atac ci sono presenti e le seguiamo con grande attenzione - afferma l' assessore ai Lavori pubblici Giancarlo D' Alessandro, che ha seguito costantemente il cantiere -. Abbiamo già avuto con i Comitati numerosi confronti sulla qualità dell' intervento. E su questo si sono dichiarati soddisfatti. Hanno invece sollevato perplessità e resistenze sul numero di autobus che attraversano via Nizza, ma siamo d' accordo sia con l' Atac che con l' assessore Mauro Calamante che si discuterà anche la circolazione di tutta la zona. E la possibilità di deviare su altre strade, come via Nomentana, un certo numero di linee. L' esito di questo studio è in corso». I primi interventi, però, sono già stati stabiliti. Saranno installati dei «parapedonali», ovvero delle protezioni per chi cammina ai marciapiedi e ed è stato predisposto un semaforo «che scatta sul rosso - spiega ancora Giancarlo D' Alessandro - quando i taxi o gli autobus superano il 25 chilometri orari». Il motivo? «Perché la velocità sia adeguata e non si crei del trambusto soprattutto la notte - spiega l' assessore -. In questo modo non vi dovrebbero essere neppure problemi di vibrazioni».«Studiamo un nuovo sistema di circolazione - attacca di nuovo il presidente del II Municipio - riproporre la vecchia viabilità non risolve il problema del traffico. Via Alessandria, dove c' è anche un mercato, è perennemente intasata di auto. Troviamo soluzioni alternative a via Nizza "strada verde". Fra l' altro - aggiunge polemicamente Antonio Saccone - speriamo che i lavori eseguiti siano corrispondenti a quelli previsti in origine, perché si era parlato di asfalto fonoassorbente e di lastre di ferro al di sotto».«La qualità dei lavori eseguiti - replica pronto Giancarlo D' Alessandro - ai fini dell' assorbimento delle vibrazioni e quindi del rumore è tra le migliori che abbiamo immaginato per Roma. E proprio perché tutto fosse eseguito a regola d' arte abbiamo anche superato la cifra preventivata di 360 mila euro".

18.07.2005

Ilmioquartiere @ 23:10 | commenti: commenti (popup)

Il quadrilatero del degrado

Archiviato il 21/06/2009 in: 2°-municipio

        Colui che conosce gli altri è sapiente; colui che conosce se stesso è illuminato. Colui che vince un altro è potente; colui che vince se stesso è superiore.       ( Lao  Tzu )

                In questi giorni molti residenti ci hanno mandato delle foto che riguardano quello che molti di noi chiamavano "il quadrilatero del MACRO"   ora è il caso di chiamarlo "il quadrilatero del degrado". A ormai a oltre un anno dal cambio di giunta nel parlamentino di via Dire Dau , nulla è cambiato nel nostro quartiere , la giunta del Presidente Sara de Angelis , non ha un disegno gestionale chiaro , i pochi problemi risolti sono molte volte iniziative di singoli consiglieri volenterosi ( vedi mercato Vescovio ). Al Presidente del 2° Municipio manca la presenza sul territorio , forse non abitando nel municipio non né può capire i problemi , ci piacerebbe sapere degli incontri con i cittadini del 2° Municipio , cosa ha ne ha tratto la giunta a livello di agenda di lavoro?. A quanto ci dicono i residenti , i problemi del quartiere Salario e in special modo quelli del "quadrilatero" , ad oggi sono quelli di ieri e di un anno fà con la giunta Bottini. Non ci piace fare l'agenda del Presidente però visto che ci siamo lo facciamo volentieri in foto :

Degrado mercato Nomentano

DSCN1619[1]Piazza Alessandria


 

 

 

 

 


 

Via Nizza jumbobus

IMG00164

 via nizza 20008

 

 

 

 

 



Caos pedane e tavolino selvaggio


carrettinotavolini e pedane

 

 

 

 

 

 

 

 

piazza Fiumetavolini

 

 

 

 

 

 

 

 




Manutenzione delle strade

marciapiede pericoloso

 marciapiede pericoloso

 

 

 

 

 

 

 



Stabile occupato Corso d'Italia 

 

Corso dParabole diritto all

 

 

 

Ilmioquartiere @ 19:53 | commenti: commenti (popup)

IRAN FREEDOM

Archiviato il 20/06/2009 in: nel mondo

Impiccagione, taglio della mano destra e del piede sinistro, oppure esilio: sono le pene previste in una proposta di legge arrivata al Parlamento iraniano per punire quei blogger colpevoli di promuovere corruzione, apostasia e prostituzione attraverso internet. Pena di morte, quindi, per coloro che diventano mohareb, nemici di Dio. A una prima lettura i parlamentari di Teheran hanno approvato il testo a larga maggioranza: 180 voti favorevoli, 29 contrari, 10 astenuti. Nonostante l’ostilità delle autorità, cento blogger hanno firmato una petizione per chiedere di eliminare la censura della Rete.

Questa volta Teheran ha deciso di fare le cose in grande: le autorità iraniane hanno bloccato l’accesso a cinque milioni di siti web. Dichiara il consigliere del procuratore generale, Abdol Samad Khorramabadi: “Il nemico abusa della rete per cercare di invadere l’identità religiosa” della Repubblica islamica.

Oggi ci riferiscono che in Iran è ritornato attivo il servizio SMS , fonti della resistenza consigliano di usare il servizio con l'avvertenza che appena inviato il messaggio , per non essere intercettati togliere batteria dal telefono e cancellare gli SMS inviati dalla memoria dello stesso e da eventuali schede di memoria aggiuntiva.

Negli occhi di queste donne la sconfitta del regime

 

Iran freedom

Ilmioquartiere @ 23:57 | commenti: commenti (popup)

L'Italia non cambia mai

Archiviato il 20/06/2009 in: fuoridalquartiere

Craxi aveva fatto riferimento all’intervento di una "manina o manona" nella questione del secondo ritrovamento del materiale legato al rapimento del leader Dc Aldo Moro nel covo delle brigate rosse di via Monte Nevoso.

Massimo D'Alema chiama a raccolta l'opposizione. Lo fa dagli schermi della trasmissione In 1/2ora, condotta da Lucia Annunziata su Rai Tre. "L'opposizione sia pronta in caso di scosse" dice l'ex presidente del Consiglio. "Momenti di conflitto", rispetto ai quali all'opposizione potrebbe essere chiesto di assumersi le proprie responsabilità.

Mostra immagine a dimensione intera

In Italia non cambia mai nulla , una volta erano manine o manone , oggi sono " le scosse " la strada per la conquista democratica (sic !) del potere da parte della sinistra , tutte le volte che vince Silvio vogliono ribaltare sempre il tavolo da gioco. Potenza della strada democratica per il potere.

Ilmioquartiere @ 21:13 | commenti: commenti (popup)

Romarabia 2

Archiviato il 20/06/2009 in: 2°-municipio

Comunicato stampa del Consigliere Massimo inches

"Davanti la moschea di Roma si svolge un mercato abusivo da oltre 20 anni, dove 30 banchi gestiti da cittadini arabi, effettuano la cottura e la somministrazione di kebab ed altre specialità alimentari tipiche della loro cultura.

Nonostante le mie molteplici denunce su questa situazione d’illegalità, non interviene alcuna istituzione, segno evidente che l’argomento crea problemi ed imbarazzo a chi è preposto ad applicare e far rispettare le nostre leggi italiane ( commercio e sanitarie).

A questo punto, riconosciamo la nostra sconfitta, e facciamola finita di parlare di legalità, sicurezza, diritto, certezza della pena, etc. etc. ed ammettiamo che la nostra amministrazione non è in grado di mantenere quanto avevamo promesso in campagna elettorale e che anche noi scendiamo a compromessi.

Per onestà e pari dignità di tutti i credo religiosi, chiederò all’Assessore del Comune di Roma preposto alle Attività Produttive, ed alla Commissione Commercio del 2° municipio di liberalizzare con provvedimento immediato la libera vendita di salsicce e porchetta nelle vicinanze di tutte le parrocchie romane, compreso l’impiego di barbecue e la facoltà di accensione di fuochi".

Queste parole non le ha scritte un consigliere d’opposizione, ma uno di maggioranza. Massimo Inches è consigliere municipale del Pdl. Si muove bene e nella sua attività dimostra di avere a cuore i problemi del quartiere che la sua maggioranza ignora. Lavora per l’interesse della collettività, per questo motivo le sue battaglie le conduce in perfetta solitudine senza l’appoggio della giunta che invece contribuisce con la sua latitanza alla crescita esponenziale del degrado. Questo e altri problemi sollevati da Inches, che potremmo definire un Don Chischiotte della politica, sono concreti. Un’ amministrazione seria dovrebbe  considerare l’operato dei suoi uomini migliori  che  lavorano sul e per il territorio

Inches, amareggiato, ammette la sconfitta della maggioranza di cui fa parte perché fino a questo momento non è stata in grado di mantenere quanto promesso in campagna elettorale. Su questo bisogna meditare.

articolo di Nicola Vacca

 

Ilmioquartiere @ 20:45 | commenti: commenti (popup)

Buone notizie per il consigliere Inches

Archiviato il 20/06/2009 in: 2°-municipio

Sentenza storica: la fatwa in Italia diventa reato

Per la prima volta in Italia la fatwa viene considerata come un reato. Una minaccia aggravata. Ieri il tribunale di Bologna, con una sentenza storica, ha condannato a sei mesi di reclusione Akrane H., un marocchino che nel 2006 aveva lanciato una fatwa contro la parlamentare del Pdl di origine maghrebina, Souad Sbai, per la sua attività a favore delle donne musulmane. «Sei solo un’opportunista, usi gli immigrati per scopi di lucro. Tu, Souad non sei niente, non hai niente a che fare con l’Islam. Hai i capelli scoperti davanti ad Allah e la donna che non copre la testa viene appesa per i capelli. Allah ti punirà per il male che fai alla gente». Questo il tono della prima parte del messaggio che poi diventa vera e propria minaccia, una fatwa: «Mi rivolgo ad Allah contro di te, in modo che lui, Allah, ti scopra. Tu sei una donna molto cattiva, mettiti a pregare Allah, lascia il lavoro agli uomini. Mi hanno parlato male di te, allora sei uscita allo scoperto come una “massihià” (cristiana, ndr)». Questa affermazione di fatto è stata condiderata come una minaccia aggravata nei confronti di una persona.

Contro la fatwa , al consigliere Massimo Inches , suggeriamo un bel italianissimo cornetto rosso , contro ogni tipo di malocchio e iattura.

Ilmioquartiere @ 20:39 | commenti: commenti (popup)

Abusivismo a go go

Archiviato il 20/06/2009 in: 2°-municipio
Riceviamo e pubblichiamo :
Spett.le Comitato
 
seguo da molto tempo le votre battaglie contro il degrado del nostro quartiere , come cittadino non ho notato alcuna differenza tra le iniziative della giunta di Guido Bottini e quella di Sara De Angelis , tutte e due sono state e sono silenti ed immobili con i problemi del quartiere. L'abusivismo attorno al mercato Nomentano è sempre lì , lo stabile occupato da Action è un bel condominio dotato di portineria , le pedane sono più di prima e l'abusivismo commerciale sembra dilagare senza freno nel quartiere.
Come potete vedere nelle foto allegate, fatte dall'alto e sono appena le 18.30, mostrano l'abusivismo dei tavolini che occupano non solo il marciapide, dovrebbero essere composti di una fila sola e invece ne sono due, ma poi sono anche messi sopra le strisce gialle che limitano lo scarico merci e arrivano quasi al centro della carreggiata di via Bergamo. Possiamo vedere la  gente che passa con difficoltà sul marciapiede, una carrozzina o una sedia a rotelle non ci passerebbe! Mi hanno detto che al proprietario del locale , non hanno concesso la pedana in quanto vi è lo spazio di carico e scarico merci , certo è meglio fargli occupare la carreggiata in questo modo. Spero che le pubblicate sul vostro sito , mi domando come mai i vigili urbani del gabbiotto di Piazza Fiume non notano nulla di quello che accade sotto i loro occhi?
P.S. : La sera è ancora meglio le tavolate da 12 arrivano in mezzo alla strada.
Ringraziamo i residenti che ci inviano e ci documentano il degrado e l'abbandono nel nostro quartiere , speriamo che queste foto facciano riflettere il Presidente Sara De Angelis , e sempre che ci sia ancora un Presidente del 2° Municipio , l'assessore al commercio Mancini e il Comandante dei 2° Gruppo dei VV.UU. dott. Sozzi
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Il futuro dell'Europa Cristiana

Archiviato il 14/06/2009 in: nel mondo

Oggi ci sono  in Europa dei fenomeni che suscitano gravi preoccupazioni per la sua identità cristiana. La religione islamica e insieme il «fondamentalismo» islamico si diffondono velocemente in Europa. Νon si tratta di esaltazione dei pericoli, ma di una costatazione del vero pericolo dell'integrismo islamico in Europa. L'islamismo tende progressivamente e pazientemente a sostituire il cristianesimo in Europa, mentre nei paesi islamici sempre maggiormente i cristiani sono costretti ad abbandonare questi paesi. È facile l'alterazione degli europei dall'Islam, religione fanaticamente unita e in nessun modo vulnerabile dal modernismo. Ι musulmani non accettano in nessun modo inserirsi nelle societàa che li ospita, invece riescono a imporre i loro usi e costumi dovunque, nelle scuole pubbliche, nelle istituzioni e in genere nella vita sociale d'Europa. D'altro lato, parte dei cristiani europei, stanchi dal modernismo, l'inerzia, la staticità e le divisioni delle loro Chiese, ricorrono spesso a delle ricerche ed esperienze in religioni non cristiane. Νon è necessario viaggiare in terre lontane, le hanno vicine. Ιl problema delle Chiese è pastorale e deve essere affrontato con urgente collaborazione tra le Chiese Europee, nel contesto, come si è detto, del rispetto della libertà religiosa di ciascun cittadino. La prospettiva dell'entrata della Turchia nella Comunità Europea e immediata, e ciò porterà ufficialmente e istituzionalmente l'Islamismo nei paesi d'Europa.A riguardo vogliamo ricordare ciò che disse S.E. il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della congregazione per la dottrina della fede , sull'ingresso della Turchia in U.E.

A “Le Figaro Magazine”, intervistato da Sophie de Ravinel, il futuro Benedetto XVI dichiarò :

“L'Europa è un continente culturale e non geografico. È la sua cultura che le dona una identità comune. Le radici che hanno formato e permesso la formazione di questo continente sono quelle del cristianesimo. [...] In questo senso, la Turchia ha sempre rappresentato nel corso della storia un altro continente, in permanente contrasto con l'Europa. Ci sono state le guerre con l'impero bizantino, la caduta di Constantinopoli, le guerre balcaniche e la minaccia per Vienna e l'Austria. Penso quindi questo: sarebbe un errore identificare i due continenti. Significherebbe una perdita di ricchezza la scomparsa della cultura in favore dei benefici in campo economico. La Turchia, che si considera uno stato laico, ma fondato sull'islam, potrebbe tentare di dar vita a un continente culturale con alcuni paesi arabi vicini e divenire così la protagonista di una cultura che possieda la propria identità, ma che sia in comunione con i grandi valori umanisti che noi tutti dovremmo riconoscere. Questa idea non si oppone a forme di associazione e di collaborazione stretta e amichevole con l'Europa e permetterebbe il sorgere di una forza comune che si opponga a qualsiasi forma di fondamentalismo”.

E ha ribadito nel successivo discorso a Velletri, secondo quanto riferito da “Il Giornale del Popolo” e da un dispaccio dell’Ansa del 20 settembre:

“Storicamente e culturalmente la Turchia ha poco da spartire con l'Europa: perciò sarebbe un errore grande inglobarla nell'Unione Europea. Meglio sarebbe se la Turchia facesse da ponte tra Europa e mondo arabo oppure formasse un suo continente culturale insieme con esso. L'Europa non è un concetto geografico, ma culturale, formatosi in un percorso storico anche conflittuale imperniato sulla fede cristiana, ed è un fatto che l'impero ottomano è sempre stato in contrapposizione con l'Europa. Anche se Kemal Ataturk negli anni Venti ha costruito una Turchia laica, essa resta il nucleo dell'antico impero ottomano, ha un fondamento islamico e quindi è molto diversa dall'Europa che pure è un insieme di stati laici ma con fondamento cristiano, anche se oggi sembrano ingiustificatamente negarlo. Perciò l'ingresso della Turchia nell’UE sarebbe antistorico”.

La battaglia di Lepanto

L'assedio di Vienna

Ilmioquartiere @ 23:05 | commenti: commenti (1)(popup)

I blog di quartiere

Archiviato il 13/06/2009 in:

Questo è un articolo molto datato ma sempre interessante, visto anche lo sviluppo della "cultura del mezzo informatico" e il numero di utenti che visitano la rete quotidianamente

Stati Uniti, a ciascun quartiere il proprio blog

Clinton Hill, Brooklyn. Pearl District, Portland. Rogers Park/North Howard, Chicago: sono le tre zone da cui provengono, secondo il sito “the bloggiest neighborhood“, i migliori blog di quartiere di tutti gli Stati Uniti. E’, questo, un fenomeno in vertiginosa espansione nel continente americano, che interessa soprattutto le aree in rapido cambiamento, quelle almeno in cui i giovani rampanti si trasferiscono dopo aver comprato casa. “E’ più raro che nascano blog in zone lontane dalle città” dice a Panorama.it Robin Lester, ideatrice di un blog di Clinton Hill, con circa 700 contatti al giorno. Negli Stati Uniti l’interesse degli inserzionisti per tutte le forme di comunicazione sociale via Internet è così forte che, per esempio, a New York è nata persino una piattaforma che gestisce la raccolta pubblicitaria per tutti i blog della metropoli. “Ma quello che guadagno”, precisa la Lester, “mi arriva per lo più da aziende che mi contattano personalmente”.

Tutt’altra naturalmente la situazione in Italia. Da noi esistono sì blog di quartiere, ma quelli più strutturati si contano sulle dita di una mano. Ci sono per esempio quelli di Genova, Gianola, Bologna e Como. Quest’ultimo è nato su iniziativa di un cittadino “stanco di poter contare solo su pochi quotidiani locali, e pure di parte”. Il suo sito riceve circa 2.500 contatti quotidiani “e credo abbia successo” - continua il gestore - “perché andiamo al di là dei problemi locali”. A Torino, nel quartiere San Paolo, un blog è nato invece su iniziativa del Comune e oggi può contare su un centinaio di affezionati che lo visitano ogni giorno, oltre ai navigatori meno assidui. “Il blog urbano” dice Andrea Toso, coordinatore del progetto “riduce le distanze e migliora la qualità della vita coinvolgendo il più possibile i cittadini”. Secondo Toso un modo per mettere le ali ai blog ci sarebbe: “Il modello Sanpablog potrebbe essere esteso anche ad altre entità territoriale e prevedere rapporti di business con operatori commerciali, che avrebbero così un nuovo ambito di promozione”. Un po’ come negli States.

da panorama.it

Ilmioquartiere @ 23:42 | commenti: commenti (popup)

Carabinieri controllo del territorio

Archiviato il 13/06/2009 in: 2°-municipio

Attività nel II Municipio

 Un ragazzo romano di 16 anni, e' stato sorpreso dai Carabinieri mentre all'interno del parco di Villa Ada, stava cedendo alcune dosi di hashish ad una sua coetanea. Il giovane e' stato fermato e la perquisizione scattata nella sua abitazione ha permesso ai militari di sequestrare altri 10 grammi di sostanze stupefacenti. Il 16enne e' stato affidato in custodia ai genitori in attesa delle decisioni dell'autorita' Giudiziaria, mentre la ragazza e' stata segnalata all'Ufficio Territoriale per il Governo in qualita' di assuntrice di sostanze stupefacenti.

Il nostro quartiere è abitato da molti anziani , sta arrivando un periodo dove molte di queste persone si ritrovano sole con le città che si svuotano per il periodo estivo , diamo dei semplici consigli ai cittadini per evitare che dei malviventi approfittino per compiere truffe ai danni di anziani o persone sole , se per strada notiamo un anziano avvicinato da persone con atteggiamento che possa destare sospetto,quando in un anziano notiamo timore, sorpresa o smarrimento non esitiamo a chiamare il 112 oppure i Carabinieri della Compagnia Parioli (Telefono: 0039 06 80982600 Fax: 0039 06 80982625 email: cprm214180cdo@carabinieri.it ) che effettueranno un controllo della situazione. Non è una perdita di tempo e non è un disturbo per le forze di polizia! Domani la stessa attenzione sarà prestata da uno sconosciuto ad un nostro familiare!

Ilmioquartiere @ 23:09 | commenti: commenti (1)(popup)

La Polizia di Stato al telefonino II Municipio

Archiviato il 13/06/2009 in: 2°-municipio

E-mail e un telefonino per parlare con il poliziotto di quartiere. «Sicurezza partecipata» nel territorio del II Municipio, dai Parioli al Salario, dal quartiere Africano al Nomentano. E’ stato presentato giovedì mattina il nuovo sistema di contatti fra cittadinanza, polizia e vigili urbani per segnalare in tempo reale situazioni legate alla sicurezza e al degrado urbano. Chiamando il 335/7997680, secondo quanto spiegato in questura, «possono essere comunicate segnalazioni integrate da fotografie digitali».

Possibile anche inviare sms al poliziotto di quartiere o scrivere e-mail ai commissariati di zona :

salarioparioli.poliziottodiquartiere.rm@poliziadistato.it

 vescovio.poliziottodiquartiere.rm@poliziadistato.it 

 villaglori.poliziottodiquartiere.rm@poliziadistato.it

Ilmioquartiere @ 22:01 | commenti: commenti (popup)

Chiusi per rettifica

Archiviato il 12/06/2009 in: nel mondo

Il Governo pone la fiducia sul discusso disegno di legge in materia di intercettazioni e la blogosfera ne fa le spese rischiando di essere "chiusa per rettifica". È questo il senso di quanto è accaduto nelle scorse ore in Parlamento, dove per effetto dell'approvazione del maxi-emendamento presentato dal Governo sta per diventare legge l'idea  di obbligare tutti "i gestori di siti informatici" a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato.

Non dar corso tempestivamente all'eventuale richiesta di rettifica potrà costare molto caro a blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e a chiunque possa rientrare nella vaga, generica e assai poco significativa definizione di "gestore di sito informatico": la disposizione di legge, infatti, prevede, in tal caso, una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire.

Tanto per esser chiari e sicuri di evitare fraintendimenti quello che accadrà all'indomani dell'entrata in vigore della nuova legge è che chiunque potrà inviare una mail a un blogger, a Google in relazione ai video pubblicati su YouTube, a Facebook o MySpace o, piuttosto al gestore di qualsiasi newsgroup o bacheca elettronica amatoriale o professionale che sia, chiedendo di pubblicare una rettifica in testo, video o podcast a seconda della modalità di diffusione della notizia da rettificare. È una brutta legge sotto ogni profilo la si guardi ed è probabilmente frutto, in pari misura, dell'analfabetismo informatico, della tecnofobia e della ferma volontà di controllare la Rete degli uomini del Palazzo.

Ilmioquartiere @ 17:05 | commenti: commenti (popup)

Controllo del territorio nel 2 Municipio

Archiviato il 12/06/2009 in: 2°-municipio
Nel corso dei servizi pianificati nell’ambito del «Patto per Roma Sicura» sono stati effettuati controlli in un coordinato nella zona del II Municipio. Nel corso dell'operazione,  gli agenti della Polizia di Stato della Questura hanno identificato 117 persone, di cui 12 sono state accompagnate presso l’Ufficio Immigrazione della Questura per gli adempimenti del caso. Sono stati controllati 30 veicoli. In via Salaria sono state identificate sette persone, di cui sei prostitute romene e un’albanese, che sono state multate per violazione della nota ordinanza del Comune di Roma ed accompagnate presso l’Ufficio Immigrazione. Un cliente è stato multato e denunciato in stato di libertà per minacce a pubblico ufficiale.  Dopo le numerose segnalazioni dei residenti mercoledì gli agenti della Questura hanno effettuato servizi straordinari in piazza Mancini, dove sono state identificate 19 stranieri, tra i quali quattro transessuali brasiliani ,le persone non in regola con gli obblighi di legge sono state accompagnate presso l’Ufficio Immigrazione e denunciate in stato di libertà per violazione della normativa riguardante la permanenza sul territorio nazionale.  Sono stati effettuati 8 sequestri amministrativi e 2 sequestri penali, per un totale di 590 articoli di merce contraffatta. All’interno di Villa Borghese, gli Agenti della Polizia di Stato del Reparto a Cavallo hanno identificato 16 persone, delle quali 14 italiane e 2 romene.
E’ stata effettuatoa una verifica presso una rivendita di materiale edile in via del Foro Italico, dove sono state identificate 25 persone, controllati 18 veicoli ed è stata elevata 1 contravvenzione per mancata esibizione di un documento fiscale.

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Ilmioquartiere @ 16:52 | commenti: commenti (popup)

Il degrado che avanza

Archiviato il 10/06/2009 in: 2°-municipio

"Gli presentano il progetto per lo snellimento della burocrazia. Ringrazia vivamente. Deplora l'assenza del modulo H. Conclude che passerà il progetto, per un sollecito esame, all'ufficio competente, che sta creando. Ennio Flaiano

Il nostro è un urban blog , al servizio dei cittadini che voglio riprendersi i propri spazi , dei cittadini che vedono nei politicanti di mestiere e nei burocrati di apparato la causa di tutti i disservizi nel pubblico , vogliamo essere come tutti i blog liberi , una voce contro questo modo di gestire la cosa pubblica , cosa ne può sapere della realtà del nostro Municipio , un politico che vive nella sua villa sulla Cassia ? Noi pensiamo Nulla.

riceviamo e pubblichiamo con piacere

"Vivo da anni nel quartiere Pinciano di Roma. Per intenderci, quello che confina con i lussuosi e benestanti Parioli .  Non so se è per questo motivo, ma fino a qualche tempo fa  in questo posto non si stava mica tanto male.  A fare da padrone  è il degrado, oltre ai numerosi e irrisolti problemi urbanistici e sociali. Come non menzionare la vicenda secolare del mercato di via Metauro che crea non pochi problemi ai residenti. Bancarelle a cielo aperto  e venditori ambulanti abusivi e senza permesso di soggiorno che creano  caos e inquinamento acustico dalle prime ore dell’alba.  Mi chiedo perché non si trovi una soluzione definitiva a  questa annosa questione. Forse dietro ci sono interessi che non ci è dato conoscere.Per non parlare del dissesto del manto stradale. Quando si cammina per le strade del quartiere,  sembra di calpestare il  suolo lunare.

Insomma,  quello che era un posto tranquillo sta diventando un inferno. Altro problema serio e grave è quello della sicurezza. I commercianti e gli abitanti si lamentano dei furti che accadono quotidianamente. Non si vede un poliziotto di quartiere, ma  le strade del Piniciano sono frequentate da rom e malviventi di ogni specie. Si moltiplicano i furti negli appartamenti e negli esercizi pubblici

Il quartiere Pinciano non è più un’isola felice. Ma di tutto questo l’attuale giunta municipale sembra non accorgersene. Soltanto mio residenti avvertiamo il disagio camminando per il quartiere. Sono molte le realtà abbandonate. Via Iacopo Peri, scarsamente illuminata  con le sue profonde buche sembra una trincea della grande guerra. Mi sono lamentato dei problemi del quartiere con alcun  consiglieri municipali di mia conoscenza. Non è servito a nulla.

Dopo anni di cattiva amministrazione da parte del centrosinistra è arrivata una nuova maggioranza di centrodestra.

Francamente  nessuno ha notato  il  cambiamento. Ancora una volta sulla pelle dei cittadini  si abbatte la mannaia della politica politicante. I cosiddetti uomini nuovi del centrodestra  non stanno facendo nulla per combattere il degrado che si sta impadronendo il quartiere.

La giunta  guidata da Sara De Angelis è inadeguata. Del resto, cosa si può pretendere da un presidente  che al suo esordio amministrativo  ratifica una delibera che stanzia cospicui finanziamenti  per un torneo di bridge al parco Nemorense? In occasione delle recenti elezioni sono stato  contattato da alcuni  amministratori del nostro municipio. Come da copione. Io ho risposto che sarebbe il caso che si occupassero dei problemi del quartiere invece di elemosinare voti. Che amarezza."

Nicola Vacca

Mercato via Metauro

A proposito di politica e politicanti......

I partiti sono quasi sempre destinati a diventare dei grandi cadaveri gloriosi.

Filippo Tommaso Marinetti

"Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee"

Leo Longanesi

Ilmioquartiere @ 23:49 | commenti: commenti (1)(popup)

Pedane in via Alessandria

Archiviato il 07/06/2009 in: pedane

Nella seduta del 7 ottobre 2008 il Consiglio del II Municipio oltre a fare un burocratico elenco del degrado di  Piazza Alessandria e zone limitrofe , si impegnava che

"alla scadenza del 30 Settembre le pedane installate nelle adiacenze di piazza Alessandria risultano ancora in loco mentre recenti notizie di stampa lascerebbero presupporre una proroga se non addirittura una concessione permanente; e che nessun organo istituzionale municipale ha preso in esame l’argomento

Tutto ciò premesso:

IL CONSIGLIO DEL II MUNICIPIO IMPEGNA IL PRESIDENTE

  • a convocare una Conferenza dei Servizi, con la partecipazione degli organismi comunali competenti, al fine di esaminare tutte le problematiche in premessa.
  • Impegna altresì nell’immediato, il Presidente del Municipio, ad attivarsi presso il Comando  della Polizia Municipale, al fine di richiedere interventi urgenti finalizzati a far rispettare le norme del Codice della Strada, nell’area in oggetto, al fine di salvaguardare l’incolumità dei cittadini e di rendere più fluida la viabilità.
  • Impegna, infine, il Presidente a verificare presso il XII Dipartimento l’avanzamento dei lavori di restauro del mercato coperto e di sollecitarne il compimento in considerazione del notevole ritardo accumulato sui tempi previsti. Impegna il Presidente a predisporre un piano di massima occupabilità per le pedane su strada nella prospettiva della reintroduzione del regime delle strisce blu, nell’ambito delle norme vigenti. "
  • Oggi dopo questa bella delibera , il II Municipio ha autorizzato l'installazione delle pedane fino al 30 ottobre , il comico e che nella delibera di ottobre 2008 si evidenziava che le pedane erano ancora in loco e che nessun organo istituzionale municipale ha preso in esame l’argomento ( incredibile ma vero ), pur essendo scaduti i termini delle concessioni , sorge una domanda ma chi doveva sorvegliare la scadenza dell'occupazione del suolo pubblico.? I cittadini infuriati oppure le autorità preposte.? La prossima puntata al 30 Ottobre 2009.
  • Il mascherone del mercato ancora ride

  • mascherone

Ilmioquartiere @ 16:10 | commenti: commenti (popup)

Piazza Mancini la delibera del 02/10/2008

Archiviato il 07/06/2009 in: 2°-municipio

Ci è stato segnalato , che ad ormai 8 mesi dalla delibera del Consiglio del II Municipio tenutasi il 2 Ottobre 2008,di cui in seguito ne citiamo parzialmente il testo , nulla è cambiato nella situazione di degrado che i residenti più volte hanno lamentato con l'amministrazione del II Municipio , oggi come allora la piazza è infatti da tempo luogo di incontro e ritrovo di gruppi di stranieri che causano disordini, rumori notturni, disagi di varia natura ai residenti.Questo luogo però non è territorio solo di extracomunitari, ma anche di bande di bulletti, ragazzi annoiati che cercano solo di sballarsi riempiendosi di alcol e droga e distrugggendo tutto quello che capita loro sotto tiro. I cittadini, esasperati, hanno più volte chiesto l'intervento di prefettura, municipio e comune, ma a tutt'oggi  tutto tace , non si sono visti gli impegni che il quella seduta la maggioranza di centro-destra aveva preso con il cittadini esasperati.

Piazza Mancini

I giardini di Piazza Mancini

DELIBERA Consiglio II Municipio del 2 Ottobre 2008 ....."Omissis "..........

Considerata la situazione di grave incuria in cui versa il Municipio II e in particolare del Quartiere Flaminio;

considerata la giusta rimostranza da parte della cittadinanza;

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA II

IMPEGNA

IL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO E GLI ASSESSORI COMPETENTI

ad effettuare rapidamente sopralluoghi per evidenziare i vari problemi esistenti in tutto il quartiere, ed affrontare nel più breve tempo possibile detti problemi cominciando da quelli più gravi e improrogabili.

tenuto conto dell’incontro avuto ieri presso la Questura di Roma a cui ha partecipato il Presidente del Municipio e il Gabinetto del Sindaco, proprio per affrontare i problemi della sicurezza nel Municipio e in particolar modo di Piazza Mancini;

considerati i problemi inerenti la sicurezza, la situazione del manto stradale, la pulizia ,    l'illuminazione urbana e tutto il decoro urbano;
Ilmioquartiere @ 15:49 | commenti: commenti (popup)

Il Califfato Mondiale

Archiviato il 06/06/2009 in: nel mondo

di Bat Ye'Or , interessante prefazione del libro dell'autrice.

La maggior parte degli europei non ha ancora compreso che le loro strutture nazionali e sovrane si sono già disintegrate nel multilateralismo e il multicolturalismo. Essi credono ancora di poter agire sul proprio destino nazionale restando nella sfera democratica che si sono creati. In realtà, il potere decisionale a livello nazionale relativo alla politica interna ed estera è sfuggito loro di mano. Oggi le popolazioni dell’UE sono gestite da organizzazioni internazionali, come le Nazione Unite, la Fondazione Anna Lindh, l’Alleanza delle Civiltà, l’Organizazione della Conferenza Islamica (OCI) e la sua filiale l’ISESCO, interconnesse in reti che diffondono la governance mondiale in cui predomina l’influenza dell’OCI sull’ONU. Il trasferimento del potere fuori dai confini nazionali dei singoli stati membri dell’Unione Europea verso le organizzazioni internazionali avviene attraverso strumenti detti «dialogo» e «multilateralismo» legati a reti designate dagli stati: Dialogo Euro-Arabo, Medea, Processo di Barcellona, Unione per il Mediterraneo, Fondazione Anna Lindh, Alleanza delle Civiltà, Parlamento Euro-Mediterraneo (PEM) ecc. Queste reti trasmettono direttive a delle sottoreti, a miriadi di ONG e ai rappresentanti delle «società civili» che scelgono essi stessi, attivisti dell’immigrazione e del multiculturalismo. La rete delle istituzioni politiche, i cosiddetti «think tank», spesso finanziata dalla Commissione europea, trasforma tali direttive in opinione pubblica mescolandole sulla stampa, nelle pubblicazioni, nei film, veri e propri inghiottitoi di miliardi. Le popolazioni europee sono chiuse in un gioco di specchi che si rinviano, a tutti i livelli sino all’infinito, le opinioni prefabbricate in base ad agende politiche e culturali che esse ignorano e spesso disapprovano. Questa trasformazione «di un’Europa delle Nazioni» in un’Europa unificata e integrata alle organizzazioni internazionali, come l’ONU, l’UNESCO, l’OCI, ecc., risponde alla strategia dell’UE in particolare nella sua dimensione mediterranea. Una tale ottica motiva le politiche sia dell’UE che dell’OCI, che si oppongono entrambe – per interessi diversi – ai nazionalismi culturali e identitari locali in Europa. Questo movimento promuove il multiculturalismo e l’internazionalismo di una popolazione europea destinata a trasformarsi e a sparire in virtù dell’unione delle due rive del Mediterraneo e di una immigrazione dell’Africa e dell’Asia incoraggiata dalla Dichiarazione Durban 2. Questa Dichiarazione è in conformità alla politica dell’OCI in riguardo all’emigrazione. A tale scopo, la nozione stessa e la coscienza di una civiltà europea peculiare e specifica, nel corso di millenni, si dissolve mentre si continuano a combattere con accanimento le identità culturali europee assimilate al razzismo. L’OCI segue un percorso simile all’Unione europea, organizzandosi come forza transnazionale, ma, contrariamente all’UE, si afferma grazie al radicamento della ummāh nella sfera della religione, della storia e della cultura coranica. Cosa è l’OCI? Questa è un’organizzazione centrale creata nel 1969 per distruggere Israele. Essa riunice 56 stati membri (musulmani o a maggioranza musulmana) e l’Autorita Palestinese. Questi stati sono in Asia, Africa et Europa con l’Albania, la Bosnia Herzegovina e il Kossovo. L’OCI è la seconda organizzazione intergovernativa dopo le Nazioni Unite e rappresenta un miliardo trecento milioni di musulmani. Al l’11° Vertice islamico svoltosi a Dakar il 13 e 14 marzo 2008, l’OCI ha adottato una Carta che ne sancisce i principi e gli obiettivi, il primo dei quali consiste nell’unificazione della ummāh (la comunità islamica mondiale) attraverso il suo radicamento nel Corano e nella Sunna, e la difesa solidale delle cause e degli interessi musulmani sulla pianeta. Questa politica spiega la recrudescenza di religiosità musulmana in generale, inclusa l’Europa, e di odio contro Israele e l’Occidente. I suoi organi principali sono: 1) il Vertice islamico, che rappresenta l’istanza suprema di decisione ed è composto dai re e dai capi di stato; 2) il Consiglio dei ministri degli esteri; 3) il Segretariato generale, che costituisce l’organo esecutivo dell’OCI e 4) la Corte islamica internazionale di Giustizia, che diventerà l’organo giuridico principale dell’organizzazione (articolo 14) e giudicherà in conformità con i valori islamici. (art. 15). L’OCI è dotata di una struttura unica fra le Nazioni e le società umane. In effetti, il Vaticano e le varie Chiese non hanno un potere politico, anche se in concreto fanno politica, poiché nel cristianesimo come nel giudaismo funzioni religiose e politiche devono restare rigorosamente separate. Lo stesso vale anche per le religioni asiatiche, i cui sistemi non riuniscono in un’unica struttura organizzativa religione, strategia, politica e sistema giuridico. Non solo l’OCI gode di un potere illimitato grazie all’unione e alla coesione di tutti i poteri, ma a questi aggiunge anche l’infallibilità conferita dalla religione. Riunendo sotto un solo capo 56 paesi, alcuni fra i più ricchi del pianeta, l’organizzazione controlla la maggior parte delle risorse energetiche mondiali. L’OCI è un’organizzazione religiosa e politica che appartiene alla sfera di influenza dei Fratelli Musulmani con cui condivide in tutti i casi la visione strategica e culturale di una comunità religiosa universale, la ummāh, ancorata al Corano, alla Sunna e all’ortodossia canonica della shari’a. Che la religione sia un fattore prioritario per l’OCI si evidenzia dal suo linguaggio e dai suoi obiettivi. Così la conferenza di Dakar (marzo 2008) prende il titolo di Conferenza del Vertice islamico, Sessione della ummāh islamica del XXI secolo. Nel preambolo della Carta dell’OCI, gli stati membri confermano la loro unione e la loro solidarietà ispirate dai valori islamici al fine di rafforzare nell’arena internazionale i loro interessi comuni e la promozione dei valori islamici. Essi s’impegnano a rivitalizzare il ruolo di pioniere dell’islām nel mondo, a sviluppare la prosperità negli stati membri e, al contrario degli stati europei, ad assicurare la difesa della loro sovranità nazionale e della loro integrità territoriale. Dichiarono che la vera solidarietà implica necessariamente il consolidamento delle istituzioni e la profonda convinzione di un destino comune in base a valori comuni definiti nel Corano e nella Sunna (§ 4) che stabiliscono i parametri della buona governance islamica. Essi raccomandano che i mezzi di informazione contribuissero a promuovere e sostenere le cause della ummāh e i valori dell’islām mentre l’OCI si impegna in forme di solidarietà con le minoranze musulmane e le comunità di immigrati nei paesi non musulmani e collabora con le organizzazioni internazionali e regionali per garantire i loro diritti nei paesi stranieri. L’OCI si impegna inoltre a stimolare i nobili valori dell’islām, a preservarne i simboli e la loro eredità comune e a difendere l’universalità della religione islamica, in termini più chiari, la diffusione universale dell’islām (da‘wah). Si impegna a inculcare i valori islamici nei bambini musulmani e a sostenere le minoranze e le comunità di immigrati musulmani all’esterno degli stati membri al fine di preservarne la loro dignità, identità culturale e religiosa e i loro diritti. Affermano il loro sostegno alla Palestina con capitale Al-Quds Al-Sharif, il nome arabizzato di Gerusalemme. L’OCI sostiene tutti i movimenti musulmani di lotta come quello del popolo turco di Cipro, in Sudan, in Cina, dei Palestinesi, condamna l’occupazione dell’Armenia in Azerbaigian, del Jammu e Kashmir, l’oppressione dei musulmani in Grecia, in Myanmar, in Caucasia, in Thailandia, in India e nelle Filippine. Sulla scena della politica internazionale, l’OCI ha creato vari comitati per coordinare le iniziative e la politica in campo politico, economico, sociale, religioso, mediatico, educativo e scientifico sul piano interstatale degli paesi musulmani e internazionale. Gli obiettivi strategici della Carta sono tesi a: «Assicurare una partecipazione attiva degli stati membri [dell’OCI]al processo mondiale di presa di decisione nei campi della politica, dell’economia e del sociale, al fine di garantire i loro interessi comuni» (I-5); e a «promuovere e difendere posizioni unificate sulle questioni di interesse comune nei forum internazionali». Fra i suoi obiettivi, la Carta dell’OCI elenca la diffusione, la promozione e la preservazione degli insegnamenti e dei valori islamici, la diffusione della cultura islamica e la salvaguardia del patrimonio islamico (I-11); la lotta alla diffamazione dell’islām, la preservazione dei diritti, della dignità e dell’identità religiosa e culturale delle comunità e delle minoranze musulmane negli stati non membri (I-16). Questo punto indica la tutela sugli immigrati musulmani all’estero e le pressioni esercitate dall’OCI, attraverso il canale dei dialoghi e dell’Alleanza delle Civiltà, sui governi dei paesi di accoglienza non musulmani. Essendo un’organizazione musulmana religiosa, come lo dice pure essa stessa, l’OCI dichiara essere l’organo rappresentativo del mondo musulmano. Rivendica la sua solidarietà con tutte le minoranze musulmane che abitano negli stati non membri dell’OCI (vale a dire i paesi non musulmani). Per queste minoranze, l’OCI domanda il godimento degli diritti dell’uomo elementari, fra cui la protezione dell’identità culturale, il rispetto delle loro leggi in modo da proteggersi contro qualsiasi forma di discriminazione, oppressione ed esclusione, il salvataggio del patrimonio culturale dei musulmani negli stati non musulmani. L’OCI considera suo compito proteggere il diritto alla cultura, alla religione e all’identità culturale degli immigrati musulmani e di promuoverli nelle sfere del potere, di autorita e di influenza. Onde assicurare la protezione delle minoranze musulmane immigrate e stabilite in Occidente, e preservarne l’identità, l’OCI ha deciso di internazionalizzare la lotta all’islamofobia attraverso la cooperazione fra l’OCI e le altre organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, l’Unione Europea, il Consiglio d’Europa, l’OSCE, l’Unione africana e così via. Anche in questo caso la politica dell’Unione Europea intesa a sostenere «la legalità internazionale» dell’ONU rinforza in realtà il controllo mondiale dell’OCI che predomina in tutte le istituzioni internazionali. Ma la priorità politica dell’OCI è naturalmente la distruzione di Israele e l’islamizazione di Gerusalemme. L’OCI prevede di trasferire la sua sede da Gedda (Arabia Saudita) a al-Kuds, la Gerusalemme islamizzata. Come l’OCI ha i caratteri di uno califfato universale, la Gerusalema ebraica e cristiana diventata al Kuds e sarà la sede dove la sharia governerà, come a La Mecca, Gaza e i luoghi tenuti dai Talebani. Questa strategia si sviluppa in associazione con molte chiese e l’Europa. L’OCI vuole che l’eliminazione di Israele sia fatto come un atto di profondo odio dall’insieme del pianeta, ma specialmente dagli Occidentali. In altre parole vuole che siano i Cristiani che destruggano la radice della loro spiritualità. Questo sarebbe un altro parricidio dopo la Shoah. La propaganda globale di odio contro Israele che si manifesta nei canali occidentali con l’argomento della vittimologia e l’innocenza palestinese provienne dell’OCI. L’Europa palestinizzata, e volontariamente colpevolizzata, continua a dare sostegno, finanziario, diplomatico, politico e mediatico alla Palestina e a promuovere l’emergenza del Califfato universale a al-Kuds sulle rovine dell’antica Gerusalemme.

Verso il califfato universale. Come l'Europa è diventata complice dell'espansionismo musulmano

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Romarabia

Archiviato il 06/06/2009 in: 2°-municipio

La Grande Moschea di Roma sorge nella zona nord della città , ai piedi dei Monti Parioli , nella zona dell' Acqua Acetosa (confina con gli impianti sportivi omonimi) ed è sede del Centro Culturale Islamico d'Italia. È la più grande d' Europa , la moschea fu voluta e finanziata dal re Feysal dell' Arabia Saudita , capostipite della famiglia reale saudita , nonché Custode delle Due Sante Moschee , ossia di Mecca e Medina . I lavori furono progettati e diretti da Paolo Portoghesi , Vittorio Gigliotti e Sami Mousawi . Come si legge nell'epigrafe esterna, la sua costruzione ha richiesto più di vent'anni: la donazione del terreno fu deliberata dal Consiglio Comunale romano nel 1974 con il sindaco on. Clelio Darida (DC) , ma la prima pietra fu posta dieci anni dopo, nel 1984 (anno 1405 dell' Egira ) dove il presidente del Consiglio era l'on. Bettino Craxi (PSI) e il suo ministro degli Esteri era l'on. Giulio Andreotti (DC) grandi tessitori di una politica estera filo-araba,  e l'inaugurazione avvenne il 21 giugno 1995 , giorno del solstizio d'estate.

Oggi la  Moschea di Roma è al centro di un caso politico ,  in questi giorni il consigliere del II Municipio, Massimo Inches ha ricevuto una “Fatwa”  «Giù le mani dal mercato di Moschea di Roma. Vogliamo dirti che è territorio musulmano», si legge sul messaggio minatorio. "O ti fermi a romperci o ti rompiamo noi! Stai attento". Il fatto che sconvolge i cittadini oltre il tono minaccioso del messaggio , è il silenzio assoluto del presidente del II Municipio on. Sara De Angelis al riguardo , abbiamo notato che negli o.d.g. del Municipio la solidarietà non si è negata a nessuno , ma allora perché se è vero quello che denuncia il suo consigliere , come mai  la zona della Moschea continua ad essere un'area franca , come mai non vengono applicati i regolamenti del Comune di Roma su somministrazioni di cibi e bevande e come mai non sono stati avviati controlli per accertare se sono presenti carenti sia le misure di sicurezza che di igiene.

Siamo sicuri che come per altri problemi che interessano il nostro Municipio , la risposta a quanto sopra non arriverà , il Presidente del II Municipio sarà silente e il consigliere Inches continuerà isolato la sua battaglia , alla faccia della solidarietà di partito , viva  l'ottica della real politique , Bismark insegna egli voleva la nascita della Germania, e per raggiungere questo obbiettivo faceva e disfaceva alleanze. Dichiarava guerra, vinceva ma non infieriva. Il nemico di oggi puo essere l'amico di domani e viceversa.Ormai dopo Eurabia come diceva Oriana Fallaci esiste anche Romarabia nel II Municipio.

Pubblichiamo uno stralcio degli esposti presentati dal consigliere Massimo Inches :

"Omissis".......

OGGETTO: Abusivismo commerciale e degrado mercato in viale della Moschea                                  

            Lo scrivente Consigliere Massimo Inches, con la presente segnala agli uffici in indirizzo la grave situazione d’illegalità e di degrado, che avviene da oltre quindici anni, sul suolo pubblico, in prossimità dell’ingresso della Moschea di Roma, nel giorno del venerdi di ogni settimana, dalle ore 8,00 alle 16,00.

            Dal 1990 è sorto spontaneamente sulla carreggiata stradale, il mercato composto da circa 30 banchi di vendita, gestiti da cittadini arabi; i prodotti alimentari sono cotti sul posto, utilizzando bombole del gas, bracieri e fornelli, in contrasto con ogni norma  per garantire il rispetto della sicurezza e dell’igiene per i cittadini.

            Molti rifiuti provenienti dal mercato vengono gettati alle pendici del Monte Antenne, attraverso aperture della recinzione, sul lato opposto del mercato, adiacente la pista ciclabile, con notevole danno e degrado  dell’ambiente, suscitando il giusto risentimento di numerosi cittadini.

            A tutt’oggi il 2° Municipio non ha mai effettuato assegnazioni di posteggi, né tantomeno rilasciato autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico.

Di conseguenza tutti gli esercenti del mercato di viale della Moschea, sono privi di qualsiasi tipo di autorizzazione, effettuando illegalmente il commercio di prodotti non alimentari ed alimentari, oltre alla cottura dei cibi all’aperto.

Distinti saluti

Consigliere Massimo Inches

moschea

                             Somministrazione di cibi e bevande

 

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